Domenica, 22 ottobre 2017 - ORE:08:20

Klimt in mostra a Milano: le origini del mito

mostra di klimt

Klimt in mostra a Milano

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Klimt in mostra a Milano

Rimarrà aperta fino al 13 luglio, a Palazzo Reale, la mostra dall’emblematico titolo Alle origini di un mito: Klimt.
Realizzata in collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna e curata da Alfred Weidinger, l’esposizione si propone di rintracciare le personalità e le correnti che hanno influenzato il più emblematico rappresentante del Sezessionstil viennese, movimento artistico noto altresì come Liberty in Italia, Art Nouveau in Francia, Jugendstil in Germania.

Il primo Klimt

mostraDei 20 quadri di Klimt esposti alla mostra, tuttavia, pochi appartengono al periodo più conosciuto dell’artista, quello Liberty, appunto. Il percorso suggerisce infatti una panoramica dell’autore a tutto tondo, partendo dalla giovinezza per giungere alla fase più oscura, turbata dall’insorgere delle guerra. Una scelta inedita, ma azzeccata. Certo è indescrivibile trovarsi faccia a faccia con l’Opera con la “o” maiuscola, quella che hai sempre studiato sui libri a scuola; è anche vero, però, che è impossibile capire del tutto un artista senza apprenderne gli inizi.
Gustav Klimt nasce a Baumgarten, un sobborgo periferico di Vienna, il 14 luglio 1862, secondo di sette figli. La prima sala della mostra ci illustra proprio come la famiglia ricopra un ruolo significativo nella biografia di Klimt, sia come orizzonte affettivo, sia come sodalizio artistico. Le incisioni del fratello Georg aprono emblematicamente l’esposizione, seguite da opere dell’altro fratello, Ernst, con cui Gustav condivide i primi passi sulla scena dell’arte.

Segue uno spazio dedicato alla formazione dell’artista, che a soli tredici anni si iscrive alla Scuola di arti e mestieri di Vienna: e allora ecco i primi bozzetti e le primissime sperimentazioni. Colpisce il vasto repertorio delle tecniche apprese e impiegate dal giovane Gustav durante la sua formazione, dal mosaico alla lavorazione dei metalli. Klimt riesce a farsi conoscere grazie ad un primo storicismo, tramite dipinti e disegni ispirati al Rinascimento italiano, ma anche al movimento Neoclassico, Neobarocco, Neogotico, sotto l’influenza di Hans Makart, il “principe dei pittori”, di cui sono riportate alcune opere.

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L’evoluzione di uno stile personale

Dallo storicismo alla ricerca di uno stile personale, che risente della innovativa Art Nouveau, la quale fonde architettura, design, gioielleria, tessuti, illuminazione. E’ il “periodo d’oro” del nostro artista, la sua fase più caratteristica, splendente e decorativa, ricca di rimandi alla grafica giapponese e al linearismo, preziosa e affascinante. Il Klimt del meraviglioso “Fregio di Beethoven”, esposto nel 1902, in occasione della XIV esposizione degli artisti secessionisti viennesi: la mostra ne propone una ricostruzione, accompagnata dalle note della Nona Sinfonia, cui il murale è ispirato, in chiave simbolista.

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Il visitatore è continuamente stimolato a cogliere l’evoluzione nella tecnica di Klimt, opera dopo opera. Il Girasole, la Salomé, i vari ritratti di nobildonne viennesi segnalano che agli inizi del ‘900 egli è un artista affermato e richiesto, preponderante nel gruppo dei Secessionisti.
Scopriamo poi che un quinto della sua produzione ha per tema il paesaggio, presentato in modo inedito, differente da quello impressionista: l’artista viennese coglie i dettagli, proprio come attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, privilegiando la sospensione temporale agli studi di luce.
Segue la guerra, e con essa i colori vibranti e preziosi lasciano spazio alle sfumature cupe, come in Madre con i bambini.
L’incompiuto Adamo ed Eva – Klimt morì di ictus nel 1918 – chiude la mostra.

Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista –l’unica parte che vale la pena di conoscere- osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.

salome

adamo

diceva significativamente Gustav Klimt. Sembra proprio che la mostra Alle origini di un mito: Klimt segua l’invito di questo immenso pittore, concedendo anche a noi “profani” del settore la possibilità di apprezzarlo a pieno, regalandoci una retrospettiva davvero di ampio respiro.

Per informazioni su orari e biglietti ecco il sito dell’esposizione

 



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