Mercoledi, 22 novembre 2017 - ORE:03:56

Jack Rankine Goody e gli studi sul linguaggio


Jack Rankine Goody

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Il simbolo e l’antropologia, in che rapporto stanno?

Nell’universo culturale i fatti ”duri”, come l’economia, la struttura sociale, la storia, macroscopicamente e sensibilmente accessibili, non possono essere pensati e studiati separatamente dall’intelaiatura simbolica e degli stati mentali che sono, appunto, parte animata della vita sociale di questi fatti più concreti. Gli studi sul simbolico sono stati inaugurati a fine ‘800 da Tylor e Frazer, le strutture simboliche dei così detti “primitivi” costituivano il fulcro degli interessi antropologici e venivano studiati come apparati rudimentali di spiegazioni, come forme prescientifiche di conoscenza. Attraverso i lavori della sociologia francese degli inizi del Novecento, gli studi di Mauss e il superamento dell’evoluzionismo, il campo del simbolico diventa oggetto scientifico autonomo; inoltre, prendono piede le opposizioni weberiane tra simbolico e razionale che andranno poi a influenzare il funzionalismo inglese.

Schermata 2013-05-06 a 12.05.29Il Background intellettuale di Goody

Il funzionalismo britannico si accosta al simbolo indagandone la funzionalità sociale. Secondo la visione struttural-funzionalista di Levi Strauss il simbolico è il campo della pura comunicazione in cui l’identità del soggetto va ricercato del pensiero collettivo inconscio. Secondo Strauss, il bisogno primario dell’uomo è quello di classificare e ordinare la realtà dotandola di senso. Lo struttural-funzionalismo sviluppa un indagine sull’agire sociale attraverso il concetto di struttura sociale (cioè la trama complessa delle relazioni tra gli individui). In particolare Fortes e Pritchard si occuparono della struttura politica delle società a potere diffuso e come la parentela costituisse una rete di rapporti e di tensioni che si amplificano nella dinamica sociale.
Erede e allo stesso ribaltatore dei dettami del funzionalismo fu l’antropologo britannico Jack Rankine Goody (27 Luglio 1919), il quale nell’ “Addomesticamento del pensiero selvaggio” rifiuta l’idea levistraussiana di concepire le strutture mentali delle forme astratte alla stregua di leggi ordinatrici dei sistemi culturali e riprende quanto detto nel suo articolo del 1963 “The consequence of Literacy”: l’idea di base è che le forme di comunicazione scritta -le procedure dei linguaggi descrittivi, amministrativi, elenchi, computi- educhino la competenza cognitiva nelle pratiche dei sistemi simbolici e ne specializzino le forme. Prima di entrare però nello specifico delle suddette opere è bene introdurre chi sia questo eclettico studioso e che cosa abbia fatto.

Il pensiero di Jack Rankine Goody

Di Goody si può dire che sia erede del pensiero funzionalista perché frequentò i corsi di Antropologia sociale dell’University of Oxford, culla del pensiero di Evans Pritchard e di Fortes. Su suggerimento di quest’ultimo, dal 1950 al 1966, avviò un’intensa ricerca di campo tra i LoWiili e i LoDagaa in Ghana, per dopo diventare suo assistente al dipartimento di Antropologia sociale della University of Cambridge. Come il funzionalismo, Goody vede una stretta interdipendenza tra i rapporti di parentela, alleanze tra gruppi e ruoli sociali, ma oltre alla parentela intuisce uno stretto legame tra più ambiti del vivere sociale, così che i suoi campi di ricerca si estendono dagli studi sulla cucina alla scrittura, l’oralità e il linguaggio, tutto in una prospettiva comparativista che punta all’individuazione delle variabili nei diversi sistemi culturali. La prospettiva dello studioso è quindi estremamente ampia, abbracci gli ambiti culturali più disparati tanto che la sua opera scientifica si potrebbe suddividere in due super-aree tematiche. La prima è quella delle monografie etnografiche delle ricerche in Ghana, fiore all’occhiello delle quali è la trascrizione del mito Bagre ( mito che i LoDagaa recitano nei riti iniziatici per trasmettere ai giovani il sapere sulla cosmogonia e la cosmologia). La seconda è caratterizzata dall’intento di Goody di riportare l’antropologia sociale e culturale alle grandi visioni comparative della cultura umana che ispirarono Tylor e Frazer, traendo vantaggio dal vasto corollario di elementi tratti dalle ricerche in Africa. La specificità dello studioso è quella operare una costante indagine comparativa, storica e analitica delle più svariate manifestazioni culturali con una sorprendente originalità di tematiche.



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