Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:19:01

Le tecniche del corpo. Siamo un prodotto interamente sociale: il saggio di Marcel Mauss

tecniche del corpo

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Cosa si intende per tecniche del corpo?

Per tecniche del corpo si intendono generalmente tutti gli utilizzi possibili della straordinaria ”macchina” in cui viviamo. Gesti, movimenti, azioni, tutto ciò che prevede l’uso della muscolatura e degli arti, anche della nostra più piccola porzione corporea, è definita tecnica del corpo. In ogni società gli esseri umani assumono determinate tecniche corporee, alcune travalicano le differenze culturali, altre invece sono particolari di una specifica società, momento storico, luogo.

Ogni gesto ha un significato sociale profondo

Abbracciare una madre o un fratello, baciare chi si ama, stringere le mani per un saluto, ma anche nuotare, camminare, il modo di parlare ci sembrano azioni che facciamo ”naturalmente”, istintivamente. Ma non è così. Sono tutti prodotti sociali. Non esiste niente nell’azione che sia propriamente naturale. Sconvolgente? Inizialmente si, sapere che nelle nostre azioni quotidiane non ci sia niente di originalmente nostro ma siano tutte dettate dalla società in cui viviamo destabilizza il solido e sicuro substrato convenzionale sotto i nostri piedi.

Guidare, mangiare a tavola, piangere, ridere, addirittura fare l’amore etcc sono le suddette tecniche del corpo, quelle che il sociologo e antropologo francese Marcel Mauss (1872-1950), nel suo ”Saggio sulle tecniche del corpo” definisce “(..) Come tutti gli uomini, nelle diverse società, si servano del loro corpo”. Mauss nella sua analisi antropologica parte da un dato estremamente concreto: l’azione. Poi procede verso l’astratto,verso la definizione di una ”legge generale”.

Tecnica come atto tradizionale efficace

La tecnica viene poi definita da Mauss come un atto tradizionale efficace. Atto perchè è azione, movimento. Tradizionale perchè, essendo all’interno di una società ”x”, non esistono movimenti naturali, sono tutti condizionati dalla cultura in cui viviamo. L’azione diventa dunque quello che l’Antropologia tradizionale chiama ”costruzione sociale” o ”prodotto sociale”.

La famiglia è il primo ambito nel quale il bambino apprende le tecniche del corpo, l’apprendimento avviene attraverso l’imitazione di quei gesti che sono percepiti come efficaci, cioè che raggiungono a pieno il fine preposto. I gesti e le azioni assurte come efficaci sono tali perchè in quella determinata società funzionano, hanno un senso condiviso e approvato.

L’esempio del nuoto

La specificità di ogni cultura da senso alle sue tecniche, ma esse non variano solo a seconda del contesto sociale, dipendono infatti anche dal tempo o dalle mode. Mauss in questo caso, partendo sempre da un dato estremamente concreto, parla del nuoto. Quando era piccolo la madre gli aveva insegnato a nuotare con uno stile che all’epoca era ritenuto il migliore, se invece guarda ad oggi, il modo di nuotare è completamente cambiato e altri stili sono ora definiti molto più efficaci.

Azioni che ci sembrano naturali ma che in realtà sono costruzioni sociali, quindi artificiali

Le tecniche del corpo quando sono condivise da un largo gruppo sociale subiscono un processo di naturalizzazione, è proprio quello di cui parlavamo all’inizio, le azioni definite da noi ”naturali” sono prodotti sociali, artificiali, ma naturalizzati. Non ci si chiede dunque il senso profondo del perchè, ad esempio, ci si bacia con le labbra, cosa che invece si chiederebbe a buon motivo un Inuit il cui bacio corrisponde allo sfregamento naso contro naso. Abbiamo visto i nostri genitori fare le stesse cose, loro hanno visto i nostri nonni fare ugualmente, dunque per noi ha un senso immediato, naturalizzato nel nostro modo di essere. Il fatto che l’azione in se’ passi di generazione in generazione stimola Mauss a riflettere anche sulla fiducia effettiva che gli individui hanno nei riguardi dei loro ”maestri”.

Tecniche del corpo e religione

La fiducia per Marcel Mauss rappresenta l’atto simbolico insito nella tecnica del corpo, c’è fiducia anche nei riguardi dell’ effettiva riuscita dell’azione. Da questo presupposto della fiducia Mauss sfiora anche l’argomento del misticismo. Infatti; secondo lui lo stato di estasi/ contatto con la divinità nelle religioni non è altro che sia un prodotto del corpo, uno stato di dolore-iperventilazione che l’individuo raggiunge (concretamente) e che lo aiuta a raggiungere il suo intento, cioè il contatto con l’extra-umano.

La nostra identità è strettamente legata alle tecniche del corpo, diventano caratterizzanti dell’identità stessa di una persona. Mauss riflette anche sull’identità dell’individuo inserito nella società, egli sa indubbiamente che siamo condizionati dalla cultura in cui viviamo, ma d’altro canto non esclude che noi possiamo personalizzare, soggettivizzare la tecnica del corpo e renderla atto unico e irripetibile.



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