Lunedi, 29 maggio 2017 - ORE:02:01

Il buon caro vecchio libro di carta


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Recentemente siamo alle prese con una rapida evoluzione tecnologica che ha coinvolto non solo il nostro stile di vita, bensì anche le più comuni abitudini. Se guardiamo veramente indietro negli anni possiamo tranquillamente partire dall’invenzione della luce per poi arrivare all’invenzione del riscaldamento a gas che rende superfluo l’utilizzo della stufa a legna. Si parla del forno a microonde che per dimensioni e prestazioni rapide sembra dare una sonora lezione ai buoni vecchi forni tradizionali. E adesso si parla di ebook e ottimizzazione del materiale destinato alla stampa. Quindi risulta evidente che la tendenza media mondiale sta andando in una direzione ben precisa e chiara: una semplificazione e una semplicità di utilizzo che renda il nostro tenore di vita più alto a loro modo di vedere. Meno operazioni manuali si fanno e meglio è.

La stessa logica portata a avanti dai colossi come Apple ipad o samsung tablet: meno spazio utilizzato, infinite quantità di materiale da lettura a disposizione.

Per noi che ci troviamo a vivere in Italia sembra questa la massima evoluzione a cui si possa aspirare. Infatti questo stato preferisce dare spazio alle innovazioni tecnologiche come l’ebook, senza tenere conto del fatto che ci troviamo invece in una società che potremmo benissimo considerare antiquata e superata persino dalla Polonia(uno degli ultimi paesi in via di sviluppo in Europa) dal punto di vista burocratico e organizzativo.

Ma stando al sondaggio di Ansa c’è chi ancora tra i giovani nutre pieno rispetto per i buoni vecchi libri, soprattutto se rilegati e curati nell’edizione. Questo perchè secondo molti un ebook non potrà mai sostituire il vero peso, la sensazione e l’odore che fanno della carta stampata qualcosa di assolutamente unico ed inimitabile. Qui si tratta piuttosto di tradizioni controtendenza. Ci troviamo in un paese dove ancora la maggioranza dei giovani sotto i 25 anni, circa il 64%, preferisce sentire la carta sulle proprie dita.

C’è chi lo ritiene un’aggrapparsi inutilmente al passato, e c’è invece chi lo ritiene un paletto importante della propria tradizione da non buttare nel dimenticatoio e da non sostituire con un ebook. Al massimo affiancarlo. Un ebook e un libro non sono la stessa cosa.



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