Lunedi, 21 agosto 2017 - ORE:06:43

Visioni Impossibili: Botticelli, Leonardo e Raffaello, nuove tecnologie per vivere l’arte


Fino all’11 marzo si terrà a Milano la prima mostra che permette di entrare nel cuore dell’arte dal nome “Visioni Impossibili : Botticelli, Leonardo e Raffaello: nuove tecnologie per vivere l’arte.” Sono infatti questi gli autori dei quadri che i visitatori potranno vedere nel minimo dettaglio, grazie all’aiuto di supporto video ad altissima definizione e di strumenti multimediali interattivi, capaci di svelare straordinari dettagli pittorici impossibili da vedere ad occhio nudo. L’innovativa e originale esposizione è realizzata dalla casa editrice UTET, in collaborazione con un’azienda internazionale: Haltadefinizione, che si occupa della ricerca e del miglioramento di tecnologie hardware e software applicabili all’acquisizione di immagini di eccellente qualità.

Ospitata nelle Sala della Colonne del Museo della Scienza e della Tecnica, la mostra propone dei veri e propri “cloni” (e non falsi) di sette opere dei tre grandi artisti citati : la “Madonna del Magnificat” , la “Nascita di Venere” e la “Primavera” di Botticelli, la“Annunciazione” , il “Musico” e il “Battesimo di Cristo” di Leonardo, lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello.

L’Ultima cena”di Leonardo si offrirà ai visitatori più curiosi proiettata su un maxischermo ad alta definizione con multitouch che permetterà di scrutare al momento le cose che più ci hanno colpito,che volevamo osservare meglio o che non siamo mai riusciti a vedere del quadro. E’ infatti anche l’approccio con l’opera a cambiare: non ci sarà bisogno di speciali misure di sicurezza, l’illuminazione potrà essere ottimale senza paura di deterioramenti, ci si potrà avvicinare e scattare fotografie.

Il risultato della mostra è stato ottenuto con una sofisticata tecnica di acquisizione di fotogrammi, e il procedimento di digitalizzazione impiegato è stato sviluppato da Haltadefinizione a cui si devono anche le installazioni multimediali a disposizione del pubblico. «L’idea è di eseguire tante acquisizioni dell’opera d’arte – ogni acquisizione possiede tutti i dettagli che saranno poi inclusi nell’immagine finale – e ricomporle tutte quante una vicino all’altra» dice Mauro Gavinelli di Haltadefinizione. Per il clone della “Primavera” di Botticelli per esempio, sono serviti ben 1519 fotogrammi per una risoluzione totale di 28 miliardi di pixel.

«Questo tipo di immagini servono per la conservazione» racconta Franco Toriero di UTET «per capire lo stato di un dipinto, per valutare restauri e servono a noi, casa editrice per realizzare dei volumi con una qualità di immagine straordinaria» ed è infatti grazie a questo progetto che UTET è riuscita a stampare un prezioso libro in edizione limitata “Botticelli agli Uffizi” che contiene le immagini dei 21 dipinti di Botticelli presenti agli Uffizi, fra cui due capolavori “nascosti”: l’Adorazione dei Magi e la Madonna della Loggia.



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