Sabato, 21 ottobre 2017 - ORE:18:00

Roma e Tintoretto: la scoperta del colore sotto una luce tutta particolare


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Quando: dal 25 Febbraio al 10 Giugno 2012.

Dove: presso le Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio, di fronte al Palazzo del Quirinale.

Come arrivare: la scelta sicuramente più comoda ed economica è rappresentata dal treno; le tratte che fanno fermata alla stazione di Roma Termini sono moltissime e ad orari distribuiti durante la giornata, adattandosi alle esigenze di ogni viaggiatore. Una volta arrivati, a piedi, in taxi od in autobus si raggiungono facilmente i molti alberghi della zona adiacente alla stazione, situati perlopiù in Via G. Giolitti. Una volta effettuato il check-in, le Scuderie del Quirinale di raggiungono velocemente sia a piedi sia in autobus.

La mostra: l’esposizione guidata, curata e commentata dal Professor Vittorio Sgarbi, si presenta fin dall’introduzione – è lo stesso Sgarbi che ci inizia alla mostra, parlandoci attraverso le registrazioni fornite dalla audioguida – ben strutturata ed organica nel suo complesso.
Il percorso, dopo la scalinata introduttiva correlata con grandi pannelli esplicativi sul personaggio, la vita e la Venezia del Tintoretto, immette il visitatore in medias res, ponendogli di fronte il celeberrimo “ San Marco libera lo schiavo dal supplizio della tortura “ ( 1547 – 1548 ). I commenti alle opere di Melania G. Mazzucco accompagnano gli spettatori attraverso un itinerario che attraversa dieci sale delle Scuderie del Quirinale, descrivendo venticinque dei trenta – trentacinque dipinti esposti, fra tele e pale d’altare giunte a Roma dai più prestigiosi templi dell’arte quali il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nelle dieci sale il visitatore non solo ripercorre gradualmente la formazione, la maturazione ed infine gli ultimi progetti di Jacopo Robusti – detto “ Tintoretto “ -, ma anche respira l’aria della Venezia del sedicesimo secolo, in tutto il suo fervore – non solo artistico -, venendo a conoscenza delle vicende personali del Tintoretto e dei suoi rapporti con gli artisti suoi contemporanei e delle generazioni precedenti, quali Paolo Caliari detto “ Veronese” , il Parmigianino, Giulio Romano, Michelangelo, Raffaello, Lambert Sustris, Giovanni De Mio, Andrea Schiavone e l’immortale Tiziano Vecellio. Su questo personaggio la mostra offre inoltre interessanti approfondimenti riguardanti i suoi rapporti con la concezione pittorica del Tintoretto, da cui Tiziano si sentiva quasi minacciato: queste tensioni di natura artistica porteranno le strade degli artisti gravitanti intorno all’uno o all’altro maestro a divergere inevitabilmente.
Ulteriori ampliamenti dei temi e delle correnti pittoriche venete vengono forniti con l’esposizione di opere appartenenti ad altri autori del sedicesimo secolo, in modo da rendere possibile un confronto diretto di queste con le opere firmate da Tintoretto.
Una mostra senza dubbio ben architettata, sapientemente commentata e mai pesante, ci fa ripercorrere ogni aspetto della vita e della produzione artistica di un maestro della luce e dell’esaltazione di toni chiari e toni scuri, precursore di alcune di quelle ricerche poi così evidenti nei movimenti impressionista e postimpressionista, ricerche che verranno completate dai contributi di altri autori del calibro di Veronese e Delacroix.



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