Giovedi, 29 giugno 2017 - ORE:10:58

Per i luoghi della cultura: museo del Prado e i suoi vari periodi Artistici


Dall’ arte nazionale a quella italiana, fino ad arrivare a quella francese, fiamminga e tedesca, il Museo del Prado è una delle maggiori pinacoteche e patrimonio mondiale della Cultura che, con le sue ben 102 stanze, apre le sue porte a gente di ogni parte del mondo per ammirare opere e pittori di vasto periodo storico.

Il Museo fu ufficialmente approvato nel 1796, da Carlo III per via di un piano di urbanizzazione cittadina che fu chiamato “ Salòn del Prado”.

Nel corso degli anni, il Museo ha arricchito i suoi saloni, baldacchini e rotonde con vari artisti mondiali: ed è proprio per il nome dell’ arte che, dopo l’ invasione francese e la sua successiva quasi distruzione, il Museo si chiamò Pablo Cervetto nel 1819, accogliendo inizialmente 3 sale e 311 quadri della Collezione Reale Spagnola .Negli anni successivi, si aggiunsero nuove sale ed opere d’arte, rendendolo indipendente dal Museo de la Trinidad.

Dopo il suo ultimissimo ampliamento nel 2007, Il Museo fu “ribattezzato” come uno dei Luoghi di Cultura più importanti del Mondo, dislocando i suoi vari periodi storici-artistici in tre piani come se seguisse, dal basso verso l’ alto, una sua linea del tempo:

Il piano sotterraneo, infatti, rende omaggio ai sec. XV-XVI con artisti che ripercorrono la storia del cristianesimo: come l’ “ Annunciazione “ di Fra Giovanni da Fiesole, “ Il Cardinale” del celebre Raffello Sanzio e l’ “ Autoritratto” del connazionale Alberto Durero. Inoltre, emerge anche il tema e le diverse rappresentazioni storiche del la Passione di Cristo, come “ La Crocifissione” dello spagnolo Juan de Flandes, e “La caduta dalla Croce” del l’ olandese Roger Van der Weyden.

Tra le ulteriori opere che adornano il piano, c’è in special modo quella di Hieronymus van Aeken, chiamato Boscho el Bosco, “ Il giardino delle delizie” del 1510 ,dove vi è realizzata la caduta delle tentazioni umane secondo l’ Antico Testamento. Con una chiave del tutto moderno e umoristico, quasi a mettere in dubbio la sua antichità e a conferirgli un senso di contemporaneità degna di qualsiasi opera Novecentesca, la pala è divisa in tre pannelli: nella parte di sinistra la creazione di Adamo ed Eva nel Giardino dell’ Eden, nel pannello centrale ( quello piu’ grande) i piaceri lussuriosi degli uomini e, nel pannello di destra, il castigo divino con le varie punizioni sotto forma di caos e distruzione. Nell’ insieme, le tre parti conferiscono all’ opera una sorta di una “leggenda in miniatura” , come se lo spettatore fosse immerso nella storia del pensiero cristiano .

Al primo piano, invece, è dedicato ai secoli XVI-XVII con ritratti dei più grandi esponenti dell’ aristocrazia, come l’ “Artemisa” del pittore olandese Van Rijn Rembrandt, la divinizzazione delle “Tre Grazie” dello spagnolo Pedro Pablo Rubens, lo spirito patriottico del “ Cavaliere con la mano sul petto” di El Greco, e quello cavalleresco del ritratto dell’ “ Imperatore Carlo III a cavallo” dell’ italiano Tiziano Vecellio . Il rappresentare del primo piano del Palazzo ,pero’, è Diego Rodríguez de Silvay Velázquez e, in particolare, la sua tela “ Las Meninas” del 1656, dove possiamo notare lo stesso pittore autoritratto a sinistra, come se avesse colto l’ occasione dell’ assenza dei suoi padroni per essere parte integrante della sua opera.

Infine, il secondo piano con annessa ampliazione, raccoglie i secoli posteriori, come il celebre la “ Immacolata Concezione” di Giambattista Tiepolo del 1767 che sottolinea la grande importanza che ebbe Carlo III nelle opere dell’ intero Palazzo. Lo stesso piano , tuttavia, è dedicato all’ arte decorativa dei mobili d’ arredo.

In più, il Prado ospita attività culturali e interattive provvisorie, al fine di una migliore interpretazione e conoscenza delle opere esposte: una fra tutte il grande rapporto Italia- Spagna che ha caratterizzato il Museo Nazionale dalla sua nascita ai giorni nostri. In particolare, fino al 30 Aprile 2012, il museo ospita le opere settecentesche del pittore e scenografo italiano Antonio Jolì e, fino a 27 Gennaio 2013, la pittura religiosa degli spagnoli a Roma, attendendo quella del’ “ultimo” Raffaello ,in programma dal 13 Giugno per la durata di tre mesi.

Curiosità:

A causa della sua grandezza, è consigliabile per molti turisti andarci piu’ volte al fine di gustarsi tutte le opere nel miglior modo possibile. Questo è possibile grazie alla grande iniziativa che mette a disposizione il Governo Spagnolo, in special modo agli studenti di tutto il mondo. Presentando solo un documento che attesta il vostro studentato e la vostra eta’ anagrafica ( non piu’ di 25 anni) potete entrare GRATUITAMENTE in tutti i musei della Penisola iberica.



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