Venerdi, 24 novembre 2017 - ORE:08:31

Guido Gozzano: l’uomo, il poeta


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Guido Gozzano nasce a Torino nel dicembre del 1883. La sua famiglia è originaria di Agliè Canavese, dove possedeva una villa con un frutteto. Sua madre, Diodata Mautino , era figlia del senatore Mautino, amico di Cavour e di D’Azeglio. Nel 1896 viene iscritto a uno di principali licei di Torino, il Cavour. I suoi studi, poco brillanti, vengono compiuti in parte in scuole pubbliche, in parte in collegio. E’ il 1903 l’anno nel quale ottiene la licenza liceale. A seguito di questa si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Torino. Non arriverà mai a laurearsi, ma si definirà comunque in alcune sue poesie future “l’avvocato” (Le due strade per fare un esempio). In quel periodo, malgrado la sua salute cagionevole, pratica diversi sport, tra i quali il pattinaggio su ghiaccio (che lo ispirerà per la poesia Invernale), il ciclismo, il pugilato e il nuoto. A partire dal 1904, Gozzano inizia a frequentare costantemente i circoli letterali e culturali di Torino, e assiste, con l’amico, anche lui poeta, Carlo Vallini, alle lezioni di Arturo Graf. Nel 1904 inizia la sua prima raccolta di poesie, La via del rifugio, che uscirà nel 1907, raccogliendo molti apprezzamenti. Nello stesso anno, infatti, l’opera verrà ristampata. Proprio in quell’anno di successo però, Gozzano verrà colpito da un attacco di tubercolosi, mentre si trovava ad Agliè, e i medici gli suggeriscono la partenza immediata verso una località di montagna in Svizzera. Lui preferisce la zona marittima di San Giuliano d’Albaro, nei pressi di Genova, e si trasferisce lì. Da qui inizia una relazione epistolare con la giovane poetessa Amalia Guglielminetti, che diventerà poi la sua amante, fino al 1908. In quell’anno Gozzano “incapace di amare”, tematica ricorrente nei crepuscolari, decide di trasformare il loro amore in una profonda amicizia intellettuale. Tra il 1907 e il 1911 scrive la raccolta I colloqui, e inizia il poemetto, che rimarrà incompiuto, Le farfalle. Quel periodo sarà segnato da diversi cambiamenti di abitazione, dovuti al peggiorare della sua malattia, che lo costringerà a spostarsi in zone di montagna come Ceresole Reale, Ronco, Bertesseno e Fiery. In 1911 è anche l’anno nel quale Gozzano scrive articoli per numerosi giornali, tra i quali La Stampa, e riviste. Nel 1912 parte, su consiglio dei medici, per l’India, dove visita, tra le altre, la città di Bombay. Durante questo periodo scrive una grande quantità di poesie, molte delle quali verranno poi da lui stesso ritenute oscene e distrutte. Solamente due vennero risparmiate; una di queste è tra le più famose: Ketty. Nel 1917 le lettere dall’India di Gozzano, dopo l’uscita sul quotidiano La Stampa nel 1913, vennero raccolte in un opera a cui venne messo il titolo Verso la cuna del mondo, lettere dall’India. La prefazione dell’opera venne scritta da Giuseppe Antonio Borgese, l’uomo che aveva attribuito a Martini, Moretti e Chiaves il nome di “crepuscolari”. La qualità delle poesie di Gozzano diminuisce moltissimo nel periodo successivo, segnato dallo scoppio della prima guerra mondiale, oltre che dal peggiorare del suo stato di salute. Nel 1916 Gozzano muore a Torino. Verrà sepolto ad Agliè.



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