Mercoledi, 13 dicembre 2017 - ORE:11:56

Grandi uomini e le loro muse


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La tendenza generale di quando si tratta di Storia è spesso quella di parlare del successo di grandi uomini, di fatti, di eroiche azioni senza accennare a cosa stia dietro tutto ciò. La Storia nella sua accezione attuale è ancora concepita come virocentrica, ossia che ruota attorno alla figura dell’uomo inteso come ”vir” maschio. La storia delle donne però è fondamentale per comprendere fino in fondo la storia degli uomini, sono due materie che si intrecciano e si esplicano reciprocamente l’una nell’altra. Per comprendere veramente il contributo di alcune figure portanti della cultura e della storia è necessario conosce la loro controparte femminile, composta da madri, sorelle, amanti e nemiche.

Nel Risorgimento italiano la figura della donna,in particolare della madre, viene rivalutata poiché è proprio la madre che ha il compito di occuparsi dell’educazione dei figli e dunque di creare i futuri cittadini italiani. Specialmente nell’ambiente patriottico mazziniano per la prima volta si sperimentano forme di intimità e complicità tra madre e figlio: ”E d’altronde chi mai se non io – scriveva ad esempio a Giuseppe Mazzini la madre Maria Drago il 29 Giugno 1839-conosce le tue intime sensazioni di tutte le specie, lievi come profonde? Non puoi crederlo ne anco tu stessofino a qual grado sia io teco immedesimata (..) io intenderei tutto quanto giovasse al tuo morale e al tuo minimo deisiderio senza il menomo cenno tuo” e ancora scrive, in questo caso, riguardo alle lamentele del padre per il denaro chiesto dal figlio per le imprese escogitate dagli esuli ” Va là pippo, non crucciarti delle ubbie del babbo; prosegui animoso la tua vita. Dio t’assiste e la mamma è al tuo fianco”.

Ma facciamo un salto di un secolo ed entriamo in piena epoca fascista: nel 1939 Rosa Maltoni viene inserita nel novero delle Eroine, ispiratrici e donne di eccezione nell’ opera di Francesco Oristano nell’ Enciclopedia biografica e bibliografica. Chi era Rosa Maltoni? niente popò di meno che la madre di Mussolini, alla quale egli dichiarò di essere molto attaccato e alla quale riconobbe un grande ruolo nella sua formazione politica. E come non citare Ida Dasler, una delle molte amanti del dittatore, che finanziò con ingenti somme la propaganda politica fascista?

La partigiana jugoslava Jovanka Broz aveva appena 17 anni quando nel 1944 conobbe il focoso ma ormai sessantenne, Maresciallo Tito. Si sposarono nel 1952 e rimasero uniti fino alla morte del dittatore, insieme condivisero l’animata lotta contro il nazifascismo, furono responsabili di imperdonabili crimini, come le foibe nel Friuli Venezia Giulia.

Donne che condividono i lati più meschini o diabolici dei propri uomini, ma anche donne che hanno ispirato le più altre forme d’arte, dalla pittura alla letteratura.

Nell’arte possiamo dunque citare alcune delle donne più importanti sia come ispiratrici sia come dirette collaboratrici. Tra queste ultime ricordiamo Lee Krasner, moglie di Jackson Pollock e artista a sua volta, insieme crearono le opere più importanti dell’espressionismo astratto. Dopo la morte del marito Lee si occupò del lascito artistico di Jackson così che la sua fama e la sua reputazione rimanessero intatte nel mondo dell’arte, in cui la frenesia delle mode e la mutevolezza dei gusti avrebbero scavalcato il suo geniale lavoro.

Alma Maria Shindler, pittrice e compositrice austriaca, fu la moglie del compositore e direttore d’orchestra Gustav Mahler( il marito le proibì di continuare a cimentarsi con la composizione, nonostante alcune delle partiture di Gustav fossero state scritte dalla stessa Alma); fu poi la moglie di Walter Gropius, fondatore della Bahaus, di Franz Verfel e amante di  Oscar Kokoschka. Durante la turbolenta storia d’amore con Alma, lo scrittore Kokoschka creò proprio in quel periodo alcune fra le sue opere più importanti, tra cui La sposa del vento. Quando la relazione finì, il depresso e possessivo Kokoschka, per alimentare il suo inconsolabile ricordo, convisse per lungo tempo con una curiosa bambola dalle fattezze di Alma.

Fritza Liedler e Adele Bloch Bauer furono le modelle storiche del pittore Gustav Klimt. Oltre che modella Adele fu certamente anche amante e musa ispiratrice, nel quadro di Klimt del 1907 infatti le labbra socchiuse e la posa provocante della donna lasciano trasparire un atteggiamento troppo disinibito per una semplice modella. Le mani incrociate, la carnagione di un pallore lunare e il decoltè scoperto comunicano una fortissima intesa erotica tra il pittore e la sua musa.

La Clizia, letteralmente Girasole, delle ”Occasioni” (1939)di Eugenio Montale altro non è che la dantista Irma Brandeis, delineata come salvatrice e redentrice della situazione di tedio e dolore in cui si trova il poeta. L’idea di salvezza legata al girasole è testimoniato anche nella precedente poesia di ”Ossi si seppia” (1925) intitolata Portami il girasole :

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

 

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Una musa dunque è tutto, meno che una semplice modella: è la parte femminile dell’artista, con essa egli deve avere un rapporto molto intimo al fine di poter materializzare nel suo lavoro quell’intricato legame tra eros e arte. E’ l’anima del suo essere artista, è lei, la musa, a penetrare la sua personalità. Una completa inversione dei ruoli di genere.



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