Venerdi, 24 novembre 2017 - ORE:08:27

Cinema neorealista italiano e la sua eredità


Cinema neorealista italiano e la sua eredità

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La stagione del Cinema neorealista italiano e la sua eredità affonda le sue radici nella cinematografia fascista degli anni ’30 -’40, che usa il cinema come veicolo di propaganda e di controllo sociale.  In questi anni, moltissimi intellettuali di vari schieramenti politici, tra cui Pavese, Gadda, Pratolini, Zavattini, Ungaretti, Buzzati, De Santis, Antonioni, auspicano a un rinnovamento culturale e a un cinema più realistico e sgombro da ogni ideologia. Ma la tensione verso il realismo rimane un’aspirazione insoddisfatta, che non ce l’ha fatta ad affermarsi a causa del regime fascista.

Una piccola, ma significativa “speranza” arriva dal cinema di guerra italiano, lontano da ogni trionfalismo. Si realizzano film più veri, con scene di guerra dure e ingrate, si colgono i soldati nella loro realtà tragica. Si filma un mondo e un’umanità disperata e sofferente.

Cinema neorealista italiano e la sua eredità

Il contesto sociale e politico, così delicato, degli anni del secondo conflitto, porta in modo inevitabile a quello che sarà il Neorealismo italiano. Significativa è l’ultima fase della guerra, durante la salita degli Alleati anglo-americani in Sicilia che intende liberare il Nord-Italia nazifascista.

Anni dominati dal caos più totale, che si riflettono nella letteratura e nel cinema. Città senza governo, massacri, rastrellamenti, guerra civile al Centro-Nord tra partigiani e nazifascisti, portano a un’inesorabile perdita di ogni sicurezza. E’ proprio in questo contesto vuoto e confuso che nascono i film neorealisti, primo fra tutti “Ossessione” (1943) di Visconti.

 

IL NEOREALISMO (1945-1948) :

Il Cinema neorealista italiano  simboleggia un evento ineluttabile, nato dalle macerie della seconda guerra mondiale, che porta con sé una nuova percezione del mondo. Urla, ed esprime, tutto il senso tragico della realtà che caratterizza quegli anni. Perché tutto è cambiato, e niente potrà tornare come prima. Due guerre mondiali che hanno cambiato gli uomini e il mondo.

I maestri della breve stagione del Cinema neorealista danno vita ai migliori film italiani, mai prodotti fin’ora.

  • Rossellini ne è il padre, con film straordinari sul senso misero della vita: primo fra tutti “Roma città aperta” (1945) , “Germania anno zero” e “Paisà” .
  • Luchino Visconti con “Ossessione” (1943), un melodramma noir di due amanti, Gino e Giovanna, durante la guerra, ci restituisce l’immagine di un realismo di sofferenza e di miseria.
  • Vittorio De Sica col suo cinema povero, ma denso di umanità, come traspare in “Ladri di biciclette” (1948) , una pellicola amara sulla miseria di Roma, coi suoi quartieri poveri e malfamati, fatta di persone disperate e sul lastrico, che racconta di un uomo a cui viene rubata la bicicletta con la quale lavorava.

 

Il Cinema neorealista italiano e la sua eredità si caratterizzano da una narrazione frettolosa, confusa e incerta, ma piena di sentimento, di umanità e di idee nuove. Si hanno a cuore le tematiche sociali, si cercano attori veri ed espressivi, anche se delle volte si ricorre alla gente comune. Il regista scende in piazza per osservare e poi mostrare la realtà nuda e cruda. Si filma in ambienti reali, non ricostruiti in studio, com’è solito fare dal cinema hollywoodiano classico. A livello tecnico ci si avvale dello sguardo in macchina (l’attore è come se si rivolgesse allo spettatore, attraverso delle domande o delle affermazioni, il cosiddetto “effetto di interpellazione”) , e della soggettiva (la cinepresa è coinvolta dentro i fatti) .

Una stagione che precorre la modernità: il Cinema neorealista come cinema dello sguardo, che descrive la vita quotidiana, riflette, pensa e cerca l’attenzione dello spettatore. Un punto di riferimento per il futuro cinema moderno, che a partire dagli anni ’60, prenderà piede in Europa, grazie alla “Nouvelle Vague” francese, in America e nel resto del mondo.

 

L’EREDITA’ NEOREALISTA: IL “RINASCIMENTO ITALIANO”

Cinema neorealista italianoL’eredità del Cinema neorealista italiano viene raccolta nel cosiddetto “Rinascimento cinematografico italiano” che si ha negli anni ’50- ’60, quando si parla anche di “miracolo economico”. L’ Italia passa da paese agricolo a industrializzato, entrando tra i sette paesi più ricchi al mondo. Il popolo italiano è desideroso di cultura e di un cinema di qualità. Un autentico “Rinascimento”, in quanto sono anni in cui il cinema diventa l’arte più propizia. E l’Italia ha forse il cinema migliore del mondo.

 

Le due stagioni che caratterizzano il “Rinascimento italiano” sono:

  • la cosiddetta “Commedia all’italiana”, sviluppatasi dopo il 1955, con autori di grande respiro come Risi, Comencini ,Monicelli, De Sica, che rinnovano il genere comico con una formula vincente e di grande successo. Si prendono personaggi popolari e veri. Si filma in città vere e piene di vita.C’è la riscoperta del teatro popolare italiano, in particolare della commedia dell’arte, con la quale si vanno a recuperare le maschere antiche, che vengono “cucite” addosso ai nuovi attori italiani.E’ il caso di talenti come Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Tognazzi, Manfredi, Sophia Loren e Gina Lollobrigida. Alla base dei film sfornati dagli autori comici di questo periodo, c’è la critica alla nuova ricchezza italiana, attraverso un’ironia spesso malinconica. E c’è la satira del “boom economico”, del consumismo e delle facili fortune. Due aspetti che demoliscono le illusioni del benessere e indirizzano lo sguardo verso la tragedia che sta sempre in agguato dentro la fortuna.
  •  il “Cinema d’autore nuovo” si sviluppa a partire dagli anni ’60, ed è suddiviso in due generazioni: la prima composta da autori che hanno già avuto un’esperienza neorealista e che sono andati oltre il Neorealismo, come Rossellini, Fellini (“La dolce vita” , “Otto e mezzo”) Visconti (“ Senso”, “Il gattopardo”, “Morte a Venezia”)  e Antonioni (“L’avventura”) . La seconda generazione è formata da giovani autori che esordiscono negli anni ’60, come Pasolini, Ferreri, Bertolucci, Bellocchio e Olmi che realizzano pellicole spesso ambigue e difficili da capire, dove spesso e volentieri le città diventano le protagoniste del film.

 

Il Cinema neorealista italiano e la sua eredità con la sua propaggine  è forse la più alta tendenza cinematografica che noi italiani abbiamo mai avuto, e che mai avremo.

Ha saputo raccontare come nessun altro la tragica realtà di un Paese devastato dal secondo conflitto mondiale e di una popolazione ridotta allo stremo, ma anche la grande umanità e volontà di riscatto che il popolo italiano è stata in grado di dimostrare.  Un orgoglio targato casa nostra, lodato e apprezzatissimo anche all’estero.



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