Lunedi, 21 agosto 2017 - ORE:06:44

Chagall a Milano: gioia, amore e sofferenza

chagall a milano

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(La passeggiata, 1917-1918)

Chagall a Milano in una mostra consigliatissima

Sarà per Notting Hill, il film dove Hugh Grant cita Chagall come il pittore che narra l’amore con un’indispensabile “capra che suona il violino”, sarà per le sue bellissime coppie volteggianti in un cielo blu azzurro, ormai icone di una relazione da sogno: ed ecco che Marc Chagall è un artista conosciutissimo per lo più per il suo romantico lirismo.

Il tentativo di questa esposizione, tuttavia, è quello di mostrare Marc Chagall a tutto tondo, o almeno per come lui stesso si presentava attraverso la propria arte. La mostra evidenzia come, a fronte di una grande varietà di temi, in Chagall fu da sempre presente un senso di meraviglia nei confronti di ciò che lo circondava, persino di fronte alle cupe atmosfere della guerra.

La mostra è organizzata in ordine cronologico, dagli inizi fino agli ultimi anni della vita di Chagall. File rouge della sua produzione è allora l’elemento autobiografico, declinato nei primi anni dell’artista all’Accademia di San Pietroburgo, l’esperienza parigina, l’amore, prima per Bella e poi per Vava, e infine i drammatici anni della guerra. Tutte queste tematiche ritornano con frequenza in Chagall, interpretate in una commistione di cultura ebraica, russa e cristiana, ed espresse attraverso quadri che riescono ad assorbire le principali tendenze artistiche del tempo, dal cubismo al fauvismo.

Il visitatore è guidato dunque attraverso le tappe più importanti della vita dell’autore, scandite attraverso i quadri maggiormente significativi. E allora le opere degli esordi, realizzate in Russia, come“La nascita” o “Gli amanti in Blu”. Segue la parte dedicata al primo soggiorno francese, quando Chagall visse nello stesso edifico di Modigliani e Picasso, apprendendo il Cubismo e le correnti dell’Avanguardia; appartenenti a questo periodo sono infatti il famosissimo “Il Compleanno” e “L’ebreo in rosso”.

il compleanno

(Il compleanno, 1915)

ebreo

(Ebreo in rosso, 1915)

L’amore per la moglie Bella è tutto concentrato in quadri realizzati durante la luna di miele in Francia, come il bellissimo olio su tela “La passeggiata” o anche “Bella con un libro e un mazzo di fiori a Mourillon”. Una ricca parte dell’esposizione è dedicata alla serie di incisioni ispirate alle favole di La Fontaine e realizzate in questo periodo: il visitatore può osservarli ascoltando in sottofondo frammenti tratti “La Volpe e l’Uva”, “Il Lupo e la Cicogna”, “Il Cavallo e l’Asino”.

Il sopraggiungere della guerra fa rientrare Chagall a Vitebsk, dove fonda l’Istituto d’Arte, di cui è direttore fino al 1920, quando gli subentra Malevich. Nel 1923 ritorna a Berlino e successivamente a Parigi. Ma è la Seconda Guerra Mondiale ad avere un impatto inevitabilmente maggiore sull’artista, di famiglia ebraica. Chagall è costretto ad emigrare in America, dove vive anche la tragedia della morte della moglie Bella. A questo periodo appartengono opere come “Nudo sopra Vitebsk” e “La mucca con l’ombrello”. I quadri di Chagall si fanno più cupi, ricchi di metafore e tensioni.

Nel 1949 Chagall si trasferisce a Vence, in Costa Azzurra. Qui conosce nuovamente l’amore e realizza numerosi dipinti dedicati a Vava, la seconda moglie. Tornano colori chiari e luminosi, il linguaggio poetico acquista una nuova serenità, come è evidente in “La coppia sopra Saint-Paul” (Nella foto sotto), magnifico olio su tela in cui l’artista, abbracciato a Vava, volteggia sopra il paesino Saint-Paul de Vence. Nel frattempo, nel 1964, Chagall realizza delle coloratissime pitture per il soffitto dell’Opera di Parigi, esposte anch’esse in mostra nella sezione dedicata alla passione dell’autore per il teatro e la musica, dichiarata anche nel famoso “Il Trionfo della Musica”, del 1966.

la coppia

Temi chiave nel percorso suggeritoci dall’esposizione sono dunque la contaminazione di culture e stili come forma espressiva precipua, ma soprattutto la professione da parte di Chagall di un sincero e grandissimo senso di stupore di fronte alla natura, i fiori, gli animali, elementi presenti nei quadri con una funzione metaforica e quasi apotropaica, specie nelle pitture più cupe.

Una mostra consigliatissima per approfondire l’arte di autore che resta sempre in grado di emozionare.



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