Giovedi, 29 giugno 2017 - ORE:11:01

Bryan Lewis Saunders, l’arte tra genialità e follia


brian lewis saunders

Bryan Lewis Saunders, classe 1969, è un performance artist americano apprezzato per i suoi provocatori spettacoli nell’ambito della video art, della performance art e della poesia, settori in cui tutt’ora svolge attività di ricerca artistica e d’avanguardia. Ma è soprattutto conosciuto per avere avuto la pittoresca idea, nell’ormai lontano 30 marzo 1995, di eseguire almeno un ritratto di se stesso ogni giorno della sua vita, da quel momento in avanti. Ed è così che ci troviamo di fronte, quasi vent’anni dopo, a più di 8000 autoritratti, uno diverso dall’altro, proprio come i fiocchi di neve.

Ma qual è la motivazione dietro ad uno sforzo così considerevole?

È lo stesso Saunders che ce lo spiega:

“Per centinaia d’anni, gli artisti hanno messo se stessi nelle rappresentazioni del mondo intorno a loro. Io sto facendo esattamente l’opposto. Metto il mondo intorno a me nelle rappresentazioni di un me stesso il più fedele possibile con il mio Sistema Nervoso Centrale.”

Ed è così che nascono ritratti come quelli della serie “Nature” o, in modo ancor più significativo, quelli della serie “Yellow Month”, il cui nome deriva dal fatto che Saunders, per dimostrare l’importanza che giocano le condizioni ambientali in cui viviamo nell’interpretazione del nostro Sè, abbia vissuto per un mese intero dominato dal colore giallo.

Ma fin qui nulla di straordinariamente fuori dalla norma.

La genialità (o la follia, dipende dal punto di vista) della ricerca artistica di Bryan Lewis Saunders risiede in un’altra serie di ritratti, eseguiti dal gennaio del 2011, che porta l’eloquente titolo “Drugs”. L’artista, infatti, per 45 giorni filati, ha assunto ogni giorno un tipo di droga differente e ne ha sperimentato gli effetti sulla percezione del Sé eseguendo uno dei suoi soliti autoritratti. I risultati sono a dir poco stupefacenti, nel vero senso della parola.

Eccone qualche esempio:

L’esperienza ha dovuto però concludersi presto dal momento che Saunders non ha più potuto reggere una ‘terapia’ dai ritmi così serrati, subendo anche numerosi ricoveri ospedalieri.

“Dopo qualche settimana diventai letargico e riportai lievi danni cerebrali. Sto ancora conducendo questi esperimenti – ha dichiarato – ma con maggior intervalli di tempo (fra l’uno e l’altro).”

L’artista ha inoltre realizzato un video della durata di 5 minuti dal titolo “Near Death Experience”, in cui vengono mostrati più di 3000 ritratti alla velocità di 29 immagini al secondo (più di quanto può essere fisicamente recepito). La voce è quella di Saunders mentre la musica si deve alla collaborazione con la metal band berlinese Spastic Dementia.

Vero talento o mera provocazione? Ricerca condotta senza secondi fini se non quelli artistici o campagna contro la dipendenza da stupefacenti? A voi l’ardua sentenza su questo controverso personaggio e la sua arte.



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