Venerdi, 24 novembre 2017 - ORE:08:22

Andy Warhol, padre della pop art ed esponente dell’arte contemporanea


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Andrew Warhola Jr., che mutò in seguito il proprio nome in Andy Warhol, nasce a Pittsburgh il 6 agosto del 1928 e muore a New York il 22 febbraio del 1987, grande pittore del ‘900, è ricordato per aver realizzato anche film, giornali e libri fotografici.
Figlio di immigrati di un villaggio della Slovacchia, mostra da subito le sue capacità e studia arte pubblicitaria presso il Carnegie Institute of Technology di Pittsburgh . Dopo essersi laureato nel 1949 si trasferisce a New York dove lavora per numerosissime riviste, tra le quali Vogue e Glamour.

Andy Warhol è considerato uno dei massimi esponenti della Pop art, movimento artistico che nasce nella seconda metà degli anni ’50 negli Stati Uniti; presupposti fondamentali di questo movimento sono alcune tecniche già in uso nell’ industria e nella produzione contemporanea, come la stampa serigrafica, la fotografia e la grafica pubblicitaria.
Gli artisti della Pop art possiedono un comune atteggiamento verso la realtà consumistica della metropoli, dove i mass media, la segnaletica stradale ed i cartelloni pubblicitari costituiscono le basi ed il punto di partenza per quella che in seguito sarebbe diventata la società dei consumi.
Il mondo della riproduzione e della divulgazione, si pensi alle immagini del Partenone, a quelle dei giornali che riportano foto di incidenti stradali, od ai ritratti di personaggi famosi, diventa il soggetto da riproporre attraverso l’ utilizzo del linguaggio dei mass media e della società contemporanea.

Questi presupposti daranno l’ avvio alla produzione artistica di Warhol, il quale, grazie alla ripetizione seriale ed alla trasformazione cromatica mediante la tecnica serigrafica, riesce a scongiurare la realtà consumistica rappresentata da prodotti di consumo di massa come l’ etichetta della Coca-cola, le scatole della zuppa Campbell o le foto dell’ icona femminile Marilyn Monroe.

I concetti della Pop art, che avevano caratterizzato la pittura di Warhol, si estendono anche alla sua esperienza cinematografica. L’ artista dichiara il suo amore per il cinema nel 1963, cioè dopo aver frequentato la cinémathèque di Jonas Mekas, un produttore cinematografico lituano considerato l’ iniziatore del cinema d’ avanguardia americano di metà ‘900.
I film di Warhol possono essere definiti “minimali” in quanto mostrano le stesse azioni dilatate nel tempo e riprese con una camera fissa. A Warhol interessa andare ad analizzare la composizione dell’ immagine che si viene a creare partendo da un unico punto di vista; proprio per questo egli stesso definisce i suoi film “quadri” che, invece di essere appesi, sono proiettati su una parete bianca.

Rientrano nella produzione cinematografica gli “Screen test”(provini), film- ritratti di personaggi i quali vengono ripresi con una telecamera fissa per tre minuti su uno sfondo nero.; i partecipanti del provino sono invitati a fissare la camera ed a restare immobili. L’ obbiettivo che si pone l’ artista, attraverso gli Screen test, è quello di andare a scavare nell’ intimità delle persone e di capirle per come sono veramente.
Questa la produzione di Warhol, artista che ha dato un grande contributo per una svolta nel campo dell’ arte e che, proprio per questo, verrà ricordato come uno dei massimi esponenti dell’ arte contemporanea.



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