Domenica, 17 dicembre 2017 - ORE:14:59

5 MARZO 1876: “ Buon compleanno Corriere della Sera ”


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A fine XIX secolo, durante gli anni “spensierati” della “Belle époque”, emersero e s’imposero nuove forme di comunicazione e di formazione culturale che delinearono il sorgere di un mercato di massa che ebbe a che vedere con il “Boom dei quotidiani”, oltre a quello del cinema, della musica, degli spettacoli e dello sport. Si parlò proprio di decollo dei giornali, perchè mutò la struttura tempestiva nella raccolta delle notizie, grazie al telegrafo e al telefono, e s’inserì un elemento del tutto innovativo, molto gradito dai lettori: l’invenzione dell’intervista. In tutta Europa, ma anche in America, esplose questo fenomeno che riscosse un successo strabiliante.

Su questa scia, nacque il padre dei quotidiani italiani: il “Corriere della sera”, fondato nel febbraio del 1876 da Eugenio Torelli Viollier , che con 30mila lire realizzò l’impresa assieme a tre soci, Morbio, Pavesi e Bonetti . Il primo numero, composto da 4 pagine, uscì alle 21:00 del 5 marzo 1876 al costo di 5 centesimi, e 15.000 copie vendute. Lo stile si caratterizzava da periodi lunghi e complessi, da un carattere autorevole e austero e , a livello politico aveva posizioni intermedie; non assunse quasi mai nette posizioni. Senza dubbio pero’ bisogna tenere conto che era nato come un giornale d’ispirazione moderata e conservatrice, molto legata agli ambienti della Corona e dei ceti più abbienti.

La prima sede provvisoria fu nella Galleria Vittorio Emanuele 77 ; dal 14 agosto 1904 la redazione si trasferì , in modo definitivo , in via Solferino 28, Milano, nell’edificio liberty progettato da Beltrami.

I primissimi giornalisti che lavorarono al “Corriere” furono tre: Giacomo Raimondi, Ettore Teoderi Buini e Raffaello Barbiera, sotto l’amministrazione di Eugenio Torelli fino al 1898.

Viene considerato come uno dei grandi giornali moderni e contemporanei, perchè fin dal suo esordio, la testata disponeva di apposite sezioni dedicate anche alla rubrica letteraria, alla cronaca delle grandi città, realizzata dagli inviati nelle principali città italiane , ai consigli di igiene e di economica domestica, alla pubblicità, inoltre il Corriere pubblicava in ogni numero un romanzo d’appendice a puntate e un periodico a fumetti per i bambini.

Secondo un sondaggio, il più illustre ed importante “comandande al timone” del Corriere fu Albertini (1900-1925) che attinse al giornale una tinta d’indipendenza politica della stampa, si schierò contro la linea di Giolitti e in seguito con quella di Mussolini. Albertini ottenne un contratto d’assoluta esclusiva con i più prestigiosi collaboratori: D’Annunzio, Carducci, Pirandello, Deledda, Capuana, un accorgimento che permise al giornale di realizzare pagine culturali di altissimo livello. Nel 1925, per volere del governo fascista Albertini si dimise a favore di Pietro Croci e subito dopo Aldo Borrelli.
Il Corriere della Sera divenne in quegli anni l’ organo principe dell’ informazione del governo fino alla Liberazione d’Italia del 1945.
Durante il referendum nel quale si chiedeva agli italiani se preferissero repubblica o monarchia, il Corriere si schierò a favore della Repubblica.
Negli anni successivi seguì una linea politica autonoma ed equidistante da ogni schieramento politico.

Il Corriere della Sera appartiene dal 1974 al Gruppo Rizzoli.

Moltissime le firme note che caratterizzarono il giornale in oltre 100 anni di storia tra cui: Luigi Einaudi, Luigi Pirandello, Eugenio Montale, Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini, Giovanni Spadolini, Indro Montanelli.

Oggigiorno il Corriere s’impone come il giornale più diffuso e comprato in Italia, con oltre 200mila copie giornaliere, una cifra di tutto rispetto che sottolinea il suo grandissimo successo.



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