Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:00:47

Mia Famiglia, una commedia tra le meno note di Eduardo de Filippo

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Eduardo de Filippo riportato in scena dalla piccola compagnia “Emozioni di scena”

La commedia “Mia Famiglia” è ambientata poco prima del boom economico che investì l’Italia negli anni ’60 e vede protagonista una famiglia che cerca di adattarsi alla vita moderna che il mondo gli propone.
Il capofamiglia è Alberto Stigliano, uno speaker radiofonico stimato da tutti tranne che dai suoi stessi familiari.
Sua moglie, Elena, è sempre fuori con le sue amiche e non si cura né della casa né della famiglia. I due figli, Beppe e Rosaria, sono abbandonati a loro stessi e ai loro rapporti deleteri: lui con il suo amico omosessuale Guidone che lo spinge a rifiutare l’aiuto del padre per diventare speaker e lo convince di avere tutte le carte in regola per fare l’attore; lei con il suo ragazzo anticonformista che, però, non perde un’occasione per schiaffeggiarla e sottometterla.

La commedia è stata rappresentata per due sole serate sul piccolo palco del Teatro Sant’Artema di Monterusciello (NA), ma ha riscosso comunque un grande successo dal pubblico. Una grande soddisfazione per la compagnia teatrale “Emozioni di Scena“, un gruppo molto affiatato composto da attori e tecnici non professionisti che hanno dato il massimo per poter trasmettere al pubblico emozioni forti e sincere.

La regia è di Lello De Fusco affiancato da Silvana Petriccione. Il lavoro svolto nell’adattamento della commedia e nella direzione gli ha comunque concesso di prenderne parte, infatti li vediamo interpretare Arturo Stigliano, come a suo tempo fece anche Eduardo de Filippo, ed Elena Stigliano. Due ottime interpretazioni, ma diametralmente opposte.

In quest’opera di De Filippo si incontrano molti personaggi, ma sono solo quelli esterni al nucleo familiare a concedersi parti comiche. Arturo, ad esempio, è un personaggio ironico e divertente, mentre Elena svolge un ruolo drammatico nella vicenda.
Un altro personaggio che risalta per la sua comicità è sia quello di Maria, la giovane cameriera della famiglia Stigliano, sia quello di Guidone, l’amico omosessuale di Beppe.

Il lavoro di regia e la professionalità con cui lavorano questi attori legati al teatro da una vera passione ha reso possibile il successo dello spettacolo. Enzo Ottaiano ha interpretato in maniera impeccabile il protagonista, personaggio serio ed inquieto, mentre Fiorella Citarella e Luca Martino hanno interpretato i due figli in maniera credibile e coinvolgente.

mia famiglia

Il regista, poco prima dell’inizio dello spettacolo, ci ha concesso una piccola intervista

Riguardo il perché della scelta di Mia Famiglia come commedia, De Fusco ci ha spiegato che l’intero cast aveva il desiderio di portare in scena un’opera di Eduardo e Mia Famiglia è quella che più li ha interessati perché tratta moltissime tematiche, tra cui divergenze generazionali, l’economia, l’ipocrisia e l’omosessualità, a 360°.

A convincerli è stata, inoltre, l’attualità di questi aspetti della vita familiare e deli rapporti che legano i vari personaggi. In una battuta di Elena si può addirittura cogliere un’allusione all’omologazione dei giovani, tutti attratti dalle stesse cose, dal successo facile che ormai viene raggiunto solo da chi rinuncia alla propria privacy per vendersi al Grande Fratello o programmi simili.

Un altro aspetto che la commedia originale affronta è quello dell’omosessualità, ma il regista ha deciso di escludere dal copione il monologo del protagonista perché è un pensiero molto duro e retrogrado in confronto all’attualità della commedia. Infatti nel monologo Alberto Stigliano si rivolge al figlio esprimendo un giudizio discriminatorio nei confronti dell’amico Guidone:

«…quante volte avevo predicato che quel disgraziato non doveva mettere piede in casa nostra… da un uomo che appartiene a una categoria di gente che non ha niente da perdere e che una famiglia non se la potrà mai creare che ti puoi aspettare di buono? Una setta diabolica che funziona da un capo all’altro del mondo… S’impongono servendosi dell’Arte per corrompere e distruggere quel tanto di buono che ci serve a credere nella vita… E si servono del gusto “raffinato”. Mettono su negozio? e tutti di corsa al negozio dei “raffinati”…In quella strada c’è la sartoria del “raffinato”, in quell’altra c’è il parrucchiere “raffinato”»

Il regista De Fusco fa poi un confronto tra le dinamiche familiari di oggi con quelle della famiglia Stigliano, rimarcando così l’attualità della commedia di Eduardo de Filippo:  i figli rifiutano l’aiuto del padre e la madre spesso li incoraggia, e riflettendo poi più in generale sul comportamento di ognuno: ad esempio come quando cerchiamo di aggirare un problema, finché non siamo costretti ad affrontarlo ma a quel punto non abbiamo più mezzi per farlo.

Abbiamo riso tanto. Abbiamo riso troppo! Proprio per questo ora ci troviamo in questa situazione!

CAST: Enzo Ottaiano, Silvana Petriccione ,Fiorella Citarella, Luca Martino, Flavio Toro, Ilenia Odore, Lello De Fusco, Salvatore Tenaglia, Pino Odore, Rosanna Migliaccio, Rosa Antignano, Beatrice Cacace, Oriana Odore, Gianni LEone, Salvatore Tenaglia, Antonio De Rosa, Priscilla De Rosa.

Per celebrare il trentennio della morte di de Filippo alla Scuola Normale di Pisa è intervenuto anche Toni Servillo, portando in scena “Le Voci di Dentro”, per continuare, leggi qui.



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