Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:19:00

L’arte di mettere in ordine di Ursus Wehrli

Ursus Wehrli

Ursus Wehrli

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Se Ursus Wehrli vedesse la mia stanza in questo momento, penso che sentirebbe urgentemente il bisogno di impilare in ordine di dimensione gli innumerevoli volumi sparsi in modo caotico sulla scrivania, addossare il letto alla parete e nascondervi sotto tutti i suddetti libri, e forse addirittura la scrivania, in modo che ogni cosa risulti perfettamente ordinata. Un po’ come ha fatto rielaborando la celebre Camera da Letto di Van Gogh.

Van Gogh

L’ispirazione del suo primo libro, Tidying Up Art (2006), gli venne appunto soggiornando in un lussuoso hotel a 5 stelle dove la sua stanza veniva pulita tre volte al giorno: «per divertirmi un po’» racconta l’artista «prima di lasciare la stanza sparpagliavo un po’ di cose qua e là: libri, vestiti, spazzolino. Era grandioso. Quando tornavo tutto era stato precisamente rimesso al proprio posto“. E lo stesso ha provato a fare lui con i grandi capolavori dell’arte moderna, partendo appunto dalla stanza dipinta dall’artista olandese, che “non era mai stata sistemata dal 1888».

Kandinsky1

Comico e artista svizzero, a chi gli chiede ironicamente se soffra di un disturbo ossessivo, Wehrli risponde che stranamente non è così, e aggiunge scherzando che sicuramente alla mania per l’ordine ha contribuito un certo rispetto per la precisione tipico della sua nazionalità.
schieleNel suo primo progetto, dunque, l’artista ha recuperato famosi quadri “disordinati” di autori contemporanei, da Klee, Schiele a Mondrian, da Pollock a Keith Haring, proponendoli in un’inedita versione. «E’ stato più che altro un lavoro manuale che ha preso parecchio tempo per tagliare tutti i vari elementi e riattaccarli in nuove configurazioni» precisa Wehrli.
Vedere un quadro di Pollock ridotto ai barattoli di tinta -Wehrli ha pensato che questo fosse il metodo più efficace per riordinare tutti gli schizzi di colore– a qualcuno farà storcere la bocca, ma ai più farà sorridere. L’arte di Ursus Wehrli è sì provocatoria, ma anche giocata su una manifesta ed evidente ironia, che è difficile non apprezzare.

Dai grandi quadri agli scenari quotidiani, con il nuovo progetto The Art of Clean Up: Life Made Neat and Tidy, dove lo svizzero cerca di riorganizzare…praticamente tutto. Un ramoscello di pino, un parcheggio, un cielo pieno di stelle, un parco: niente sembra sfuggire al suo intento di fare ordine. Avete presente quei tipi di pasta da mettere nel brodo a forma di letterine? Ecco, Wehrli ne ha preso una ciotola piena e ha disposto tutte le lettere immerse nel brodo in ordine alfabetico.
Guardando ai lavori di Ursus Wehrli, specialmente quelli del suo secondo libro, viene allora spontaneo pensare se tutto questo ordine sia davvero necessario, e se non sia piuttosto preferibile, talvolta, lasciare le cose come sono, nella loro confusione, nel caos che sorprendentemente ci conforta, perché in fondo ci è familiare.

macedonia

Una ciotola di macedonia non è più appetitosa se vediamo l’ammucchiata colorata dei pezzi di frutta piuttosto che le varie mele, albicocche, banane radunate in fila? Un cielo non è più suggestivo nel “disordine” di stelle e pianeti sparsi?

Ecco: se guardare le sue foto ci ha stimolato anche solo una di queste riflessioni, Wehrli ha raggiunto il suo scopo.
«Non c’è un fine morale dietro il mio lavoro. Le persone ci vedono quello che vogliono vedere. E va bene. Se il mio lavoro supporta l’affermazione che il nostro mondo ha bisogno sia di caos e ordine, anche meglio. Abbiamo bisogno di entrambi i poli. E’ l’equilibrio che rende la vita degna di essere vissuta. E’ anche un modo per imparare a guardare in maniera differente alla cose di tutti i giorni.»



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